BEATA SEI TU VERGINE MARIA,

PERCHÉ HAI CREDUTO …

4a domenica di avvento

 

Dal Vangelo di LUCA,  1,39-48a

 

39In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. 40Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. 41Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo 42ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! 43A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? 44Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. 45E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

46Allora Maria disse:

«L’anima mia magnifica il Signore

47e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,

48perché ha guardato l’umiltà della sua serva.

D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

 

LECTIO

Il contesto: Questo brano, detto della “visitazione di Maria a Elisabetta”, è strettamente collegato a quello precedente (Lc 1,26-38) in cui l’angelo annuncia a Maria la nascita di Gesù. Fa parte dunque del cosiddetto “vangelo dell’infanzia” che comprende i primi due capitoli di Luca. In essi l’evangelista mette continuamente a confronto la figura di Giovanni Battista con quella di Gesù, a partire dall’annuncio della loro nascita.

Il brano inoltre, è ancora più strettamente collegato a quanto segue, perché si conclude con le prime due righe del “Magnificat”, l’inno di lode a Dio che Maria innalza dopo le parole di Elisabetta.

 

Per una lettura attenta: Il continuo paragone tra il Giovanni Battista e Gesù viene fatto da Luca attraverso un procedimento letterario molto usato nella cultura ebraica e in quella greco romana: il parallelismo.

I primi due capitoli sono infatti come storie parallele divisibili in tre quadri (il concepimento, la nascita e l’infanzia) di Giovanni Battista e Gesù. Si tratta di due storie simili, ma se le rileggiamo attentamente ci mostrano anche profonde differenze. Proviamo ad individuarne qualcuna, seguendo questa traccia:

* storia di Giovanni Battista:

Lc 1,7: i genitori di Giovanni...

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Lc 1,12-20: Come reagisce Zaccaria all’annuncio dell’angelo?

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* storia di Gesù

Lc 1,26-27: I genitori di Gesù...

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Lc 1,29-38: Come reagisce Maria all’annuncio dell’angelo?

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* Al versetto 45 Elisabetta dice che Maria è “beata” perché...

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In Luca 11,27 Gesù risponde ad una donna della folla che beati sono coloro che...

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Beato te, che ci credi !”

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Non hai mai pensato alla fede come ad una beatitudine”?

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MEDITATIO

Nell’incontro tra l’anziana cugina Elisabetta con Maria l’evangelista vuole quasi descrivere l’incontro dell’antico popolo di Israele, che attende il Messia, con il nuovo popolo di Dio, la Chiesa, simboleggiata dalla figura di Maria.

Elisabetta è “ripiena di Spirito Santo” e il bambino “esulta di gioia” nel suo grembo: è l’inizio di un’epoca nuova in cui chi crede è beato, può gioire e venire chiamato a conoscere i piani di Dio.

Ecco perché Maria è beata.

Ma il suo credere non equivale ad accogliere un’idea, una teoria.

E’ quello che invece noi a volte intendiamo quando diciamo per esempio “credo che Dio esiste”, (ma questo non fa cambiare nulla nel mio comportamento e nella mia vita).

Per Maria credere in Dio ha voluto dire invece diventare accoglienza libera e totale della volontà del Padre. “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”.

E’ questo credere “attivo”, concreto che ha reso possibile la nascita di Gesù, origine della Chiesa e salvezza di tutta l’umanità. Maria dunque è beata perché il suo credere è stato un fare spazio alla Parola di Dio in lei e “custodirla” (Lc 11,27).

Avere fede significa proprio esser servi del Signore, cioè essere a sua totale disposizione perché possa fare anche per noi “grandi cose”. Non si tratta cioè di perdere la nostra libertà e far tacere il nostro senso critico, ma di accogliere il progetto di felicità che Dio ci propone e di credere che non nasconda nessun tranello da parte sua!

Ø  Ritengo che la fede sia un insieme di dati cui bisogna credere (come in fondo credo che la materia è fatta di molecole, atomi, ecc.) o che sia una disponibilità del cuore e della mente a Dio che mi interpella?

Ø  Ho mai provato ad obbedire a qualcuno anche se non capivo bene fino in fondo perché facesse proprio a me quella richiesta?

Ø  Se si, che cosa ho imparato da una simile esperienza?

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ORATIO

Rendi la nostra fede attiva e responsabile, Signore perché possiamo portare la buona notizia del tuo arrivo nella nostra vita e nella storia del mondo a tutti coloro che incontriamo. Te lo chiediamo per intercessione di Maria, che non ha avuto paura del tuo amore.

CONTEMPLATIO

E’ il momento di lasciarsi amare dal Signore

ACTIO

Alla luce di questa Parola che cosa può cambiare nella mia vita?