Capitolo IV
La famiglia e la vocazione della persona in Cristo

La famiglia, la persona e la società

31. La famiglia è riconosciuta nel popolo di Dio come un bene inestimabile, l’ambiente naturale di crescita della vita, una scuola di umanità, di amore e di speranza per la società. Essa continua ad essere uno spazio privilegiato in cui Cristo rivela il mistero e la vocazione dell’uomo. Accanto all’affermazione condivisa di questo dato originario, la grande maggioranza delle risposte afferma che la famiglia può essere questo luogo privilegiato, lasciando intendere, e talvolta esplicitamente constatando, una distanza preoccupante tra la famiglia nelle forme in cui oggi è conosciuta e l’insegnamento della Chiesa al riguardo. La famiglia si trova obiettivamente in un momento molto difficile, con realtà, storie e sofferenze complesse, che necessitano di uno sguardo compassionevole e comprensivo. Questo sguardo è quello che consente alla Chiesa di accompagnare le famiglie come sono nella realtà e a partire da qui annunciare il Vangelo della famiglia secondo le loro specifiche necessità.

32. Si riconosce, nelle risposte, come per molti secoli la famiglia abbia ricoperto un ruolo significativo all’interno della società: essa è infatti il primo luogo dove la persona si forma nella società e per la società. Riconosciuta come il luogo naturale per lo sviluppo della persona, è per questo anche il fondamento di ogni società e Stato. In sintesi, essa è definita la “prima società umana”. La famiglia è il luogo dove si trasmettono e si possono imparare fin dai primi anni di vita valori come fratellanza, lealtà, amore per la verità e per il lavoro, rispetto e solidarietà tra le generazioni, così come l’arte della comunicazione e la gioia. Essa è lo spazio privilegiato per vivere e promuovere la dignità e i diritti dell’uomo e della donna. La famiglia, fondata sul matrimonio, rappresenta l’ambito di formazione integrale dei futuri cittadini di un Paese.

33. Una delle grandi sfide della famiglia contemporanea consiste nel tentativo della sua privatizzazione. Vi è il rischio di dimenticare che la famiglia è la «cellula fondamentale della società, il luogo dove si impara a convivere nella differenza e ad appartenere ad altri» (EG 66). Occorre proporre una visione aperta della famiglia, sorgente di capitale sociale, vale a dire, di virtù essenziali per la vita comune. Nella famiglia s’impara cosa sia il bene comune, perché in essa si può fare esperienza della bontà di vivere insieme. Senza famiglia l’uomo non può uscire dal suo individualismo, poiché solo in essa s’impara la forza dell’amore per sostenere la vita, e «senza un amore affidabile nulla potrebbe tenere veramente uniti gli uomini. L’unità tra loro sarebbe concepibile solo come fondata sull’utilità, sulla composizione degli interessi, sulla paura, ma non sulla bontà di vivere insieme, non sulla gioia che la semplice presenza dell’altro può suscitare» (LF 51).

34. Occorrerà riflettere su che cosa voglia dire oggi promuovere una pastorale capace di stimolare la partecipazione della famiglia nella società. Le famiglie non sono solo oggetto di protezione da parte dello Stato, ma devono recuperare il loro ruolo come soggetti sociali. Tante sfide appaiono in questo contesto per le famiglie: il rapporto tra la famiglia e il mondo del lavoro, tra la famiglia e l’educazione, tra la famiglia e la sanità; la capacità di unire tra di loro le generazioni, in modo che non si abbandonino i giovani e gli anziani; lo sviluppo di un diritto di famiglia che tenga conto delle sue specifiche relazioni; la promozione di leggi giuste, come quelle che garantiscono la difesa della vita umana dal suo concepimento e quelle che promuovono la bontà sociale del matrimonio autentico tra l’uomo e la donna.

 Ad immagine della vita trinitaria

35. Un certo numero di risposte mette l’accento sull’immagine della Trinità riflessa nella famiglia. L’esperienza dell’amore reciproco tra gli sposi aiuta a comprendere la vita trinitaria come amore: attraverso la comunione vissuta in famiglia i bambini possono intravvedere un’immagine della Trinità. Recentemente, il Santo Padre Francesco ha ricordato nelle sue catechesi sui sacramenti che «quando un uomo e una donna celebrano il sacramento del Matrimonio, Dio, per così dire, si “rispecchia” in essi, imprime in loro i propri lineamenti e il carattere indelebile del suo amore. Il matrimonio è l’icona dell’amore di Dio per noi. Anche Dio, infatti, è comunione: le tre Persone del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo vivono da sempre e per sempre in unità perfetta. Ed è proprio questo il mistero del Matrimonio: Dio fa dei due sposi una sola esistenza» (Udienza generale del 2 aprile 2014).

La Santa Famiglia di Nazareth e l’educazione all’amore

36. In maniera pressoché costante, viene sottolineata dalle risposte l’importanza della famiglia di Nazareth come modello ed esempio per la famiglia cristiana. Il mistero dell’Incarnazione del Verbo nel seno di una famiglia ci rivela come essa sia un luogo privilegiato per la rivelazione di Dio all’uomo. Di fatto, si riconosce come proprio la famiglia sia il luogo ordinario e quotidiano dell’incontro con Cristo. Il popolo cristiano guarda alla famiglia di Nazareth come esempio di relazione e di amore, come punto di riferimento per ogni realtà familiare e come conforto nella tribolazione. Alla famiglia di Nazareth la Chiesa si rivolge per affidare le famiglie nella loro realtà concreta di gioia, di speranza e di dolore.

37. Viene evidenziata dalle risposte pervenute l’importanza dell’amore vissuto in famiglia, definita come “segno efficace dell’esistenza dell’Amore di Dio”, “santuario dell’amore e della vita”. La prima esperienza di amore e di relazione accade in famiglia: si sottolinea la necessità che ogni bambino viva nel calore e nella cura protettiva dei genitori, in una casa dove abita la pace. I bambini devono poter percepire che Gesù è con loro e non sono mai soli. La solitudine dei bambini a causa dell’allentamento dei legami familiari è presente, in particolare, in alcune aree geografiche. Anche le correzioni devono essere finalizzate a far sì che i bambini possano crescere in un ambiente familiare dove si viva l’amore, e i genitori realizzino la loro vocazione ad essere collaboratori di Dio nello sviluppo della famiglia umana.

38. Si sottolinea con insistenza il valore formativo dell’amore vissuto in famiglia, non solo per i figli, ma per tutti i suoi membri. La famiglia è così definita “scuola di amore”, “scuola di comunione”, una “palestra di relazioni”, il luogo privilegiato dove si impara a costruire relazioni significative, che aiutino lo sviluppo della persona fino alla capacità del dono di sé. Alcune risposte sottolineano come la conoscenza del mistero e della vocazione della persona umana sia legata al riconoscimento e all’accoglienza all’interno della famiglia dei differenti doni e capacità di ciascuno. Emerge qui l’idea della famiglia come “prima scuola di umanità”: in questo essa è considerata come insostituibile.

Differenza, reciprocità e stile di vita familiare

39. Il ruolo dei genitori, primi educatori nella fede, è considerato essenziale e vitale. Non di rado si pone l’accento sulla testimonianza della loro fedeltà e, in particolare, sulla bellezza della loro differenza; talvolta si afferma semplicemente l’importanza dei ruoli distinti di padre e madre. In altri casi, si sottolinea la positività della libertà, dell’uguaglianza tra i coniugi e della loro reciprocità, così come la necessità del coinvolgimento di entrambi i genitori sia nell’educazione dei figli che nei lavori domestici, come si afferma in alcune risposte, soprattutto in quelle dall’Europa.

40. In riferimento ancora alla differenza, viene talvolta sottolineata la ricchezza della differenza intergenerazionale che si può sperimentare in famiglia, al cui interno si vivono eventi decisivi come la nascita e la morte, i successi e le sventure, le mete raggiunte e le delusioni. Attraverso questi ed altri eventi, la famiglia diventa il luogo in cui i figli crescono nel rispetto della vita, nella formazione della loro personalità, attraversando ogni stagione dell’esistenza.

41. Si evidenzia insistentemente nelle risposte l’importanza che la fede sia condivisa e resa esplicita da parte dei genitori, a cominciare dallo stile di vita della coppia nella relazione tra loro e con i figli, ma anche attraverso la condivisione della loro conoscenza e consapevolezza di Cristo, il quale – come costantemente ribadito – deve essere al centro della famiglia. Nel contesto di una società plurale i genitori possono offrire così ai figli un orientamento di base per la loro vita, che possa sostenerli anche dopo l’infanzia. Per questo si affermano la necessità di creare uno spazio e un tempo per stare insieme in famiglia e il bisogno di una comunicazione aperta e sincera, in un dialogo costante.

42. È unanimemente sottolineata l’importanza della preghiera in famiglia, come Chiesa domestica(cf. LG 11), ove alimentare una vera e propria “cultura familiare di preghiera”. L’autentica conoscenza di Gesù Cristo è infatti promossa in famiglia dalla preghiera personale e, in particolare, familiare, secondo le forme specifiche e le ritualità domestiche, ritenute un modo efficace per trasmettere la fede ai bambini. Grande insistenza è posta anche sulla lettura comune della Scrittura, ma anche su altre forme di preghiera, come la benedizione della mensa e la recita del rosario. Si precisa però come la famiglia Chiesa domestica non possa sostituire la comunità parrocchiale; inoltre, si sottolinea l’importanza della partecipazione familiare alla vita sacramentale, all’Eucaristia domenicale e ai sacramenti dell’iniziazione cristiana. In più risposte, viene anche sottolineata l’importanza di vivere il sacramento della riconciliazione e la devozione mariana.

Famiglia e sviluppo integrale

43. Si sottolinea, inoltre, l’importanza della famiglia per uno sviluppo integrale: la famiglia risulta fondamentale per la maturazione di quei processi affettivi e cognitivi che sono decisivi per la strutturazione della persona. In quanto ambiente vitale in cui si forma la persona, la famiglia è anche la sorgente da cui attingere la consapevolezza di essere figli di Dio, chiamati per vocazione all’amore. Altri luoghi contribuiscono alla crescita della persona, come la convivenza sociale, il mondo del lavoro, la politica, la vita ecclesiale; tuttavia, si riconosce come i fondamenti umani acquisiti in famiglia permettano di accedere ad ulteriori livelli di socializzazione e strutturazione.

44. La famiglia si confronta quotidianamente con molte difficoltà e prove, come segnalano molte risposte. Essere una famiglia cristiana non garantisce automaticamente l’immunità da crisi anche profonde, attraverso le quali però la famiglia stessa si consolida, giungendo così a riconoscere la propria vocazione originaria nel disegno di Dio, con il sostegno dell’azione pastorale. La famiglia è una realtà già “data” ed assicurata da Cristo, ed insieme è da “costruire” ogni giorno con pazienza, comprensione e amore.

Accompagnare il nuovo desiderio di famiglia e le crisi

45. Un dato importante che emerge dalle risposte è che anche di fronte a situazioni assai difficili, molte persone, soprattutto giovani, percepiscono il valore del legame stabile e duraturo, un vero e proprio desiderio di matrimonio e famiglia, in cui realizzare un amore fedele e indissolubile, che offra serenità per la crescita umana e spirituale. Il “desiderio di famiglia” si rivela come un vero segno dei tempi, che domanda di essere colto come occasione pastorale.

46. È necessario che la Chiesa si prenda cura di famiglie che vivono in situazioni di crisi e di stress; che la famiglia sia accompagnata durante tutto il ciclo della vita. La qualità delle relazioni al suo interno deve essere una delle preoccupazioni cruciali della Chiesa. Il primo sostegno viene da una parrocchia vissuta come “famiglia di famiglie”, identificata come il centro principale di una pastorale rinnovata, fatta di accoglienza e di accompagnamento, vissuto nella misericordia e nella tenerezza. Si segnala l’importanza di organizzazioni parrocchiali a supporto della famiglia.

47. In alcuni casi, inoltre, urge la necessità di accompagnare situazioni in cui i legami familiari sono minacciati dalla violenza domestica, con interventi di sostegno atti a risanare le ferite subite, e sradicare le cause che le hanno determinate. Dove dominano abuso, violenza e abbandono non può esserci né crescita né percezione alcuna del proprio valore.

48. Si sottolinea, infine, l’importanza di una stretta collaborazione tra le famiglie/case e la parrocchia, nella missione di evangelizzazione, così come la necessità del coinvolgimento attivo della famiglia nella vita parrocchiale, attraverso attività di sussidiarietà e solidarietà a favore di altre famiglie. Al riguardo, si menziona l’aiuto prezioso di comunità composte da famiglie. Anche l’appartenenza a movimenti e associazioni può risultare particolarmente significativa dal punto di vista del sostegno.

Una costante formazione

 

49. Si sottolinea con grande frequenza la necessità di una pastorale familiare che miri ad una formazione costante e sistematica sul valore del matrimonio come vocazione, sulla riscoperta della genitorialità (paternità e maternità) come dono. L’accompagnamento della coppia non si deve limitare alla preparazione al matrimonio, rispetto alla quale si segnala – peraltro – la necessità di rivedere i percorsi. Si mette in luce piuttosto il bisogno di una formazione più costante e articolata: biblica, teologica, spirituale, ma anche umana ed esistenziale. Si fa presente la necessità che la catechesi assuma una dimensione intergenerazionale, che coinvolga attivamente i genitori nel percorso di iniziazione cristiana dei propri figli. In alcune risposte viene segnalata una particolare attenzione alle feste liturgiche, quali il tempo di Natale e soprattutto la festa della Sacra Famiglia, come momenti preziosi per mostrare l’importanza della famiglia e cogliere il contesto umano in cui Gesù è cresciuto, in cui ha imparato a parlare, amare, pregare, lavorare. Si raccomanda la necessità di salvaguardare, anche dal punto di vista civile, dove possibile, la domenica come giorno del Signore; come giorno in cui favorire l’incontro nella famiglia e con le altre famiglie.


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