Capitolo I
La pastorale della famiglia: le varie proposte in atto

Responsabilità dei Pastori e doni carismatici nella pastorale familiare

50. Nell’impegno pastorale per la famiglia si vede all’opera una interessante reciprocità tra la responsabilità dei pastori e i diversi carismi e ministeri nella comunità ecclesiale. Le esperienze più positive si hanno proprio quando avviene questa sinergia. Contemplando l’impegno di tanti fratelli e sorelle per la pastorale della famiglia, si possono immaginare forme nuove di presenza effettiva della Chiesa, che ha il coraggio di “uscire” da sé perché animata dallo Spirito. Per rappresentare questa ricchezza ci concentriamo su alcuni temi e passiamo in rassegna le diverse iniziative e gli stili di cui troviamo ampia traccia nelle risposte pervenute.

La preparazione al matrimonio

51. Vi sono risposte molto simili tra i diversi Continenti a proposito della preparazione al matrimonio. Troviamo frequentemente in atto corsi nelle parrocchie, seminari e ritiri di preghiera per coppie, che coinvolgono come animatori, oltre ai sacerdoti, anche coppie sposate di consolidata esperienza familiare. In questi corsi, gli obiettivi sono: la promozione della relazione di coppia, con la consapevolezza e libertà della scelta; la conoscenza degli impegni umani, civili, cristiani; la ripresa della catechesi dell’iniziazione, con l’approfondimento del sacramento del matrimonio; l’incoraggiamento alla partecipazione della coppia alla vita comunitaria e sociale.

52. Alcune risposte fanno notare la poca attenzione dei nubendi, in molti casi, ai corsi prematrimoniali. Si tende per questo in molti contesti a promuovere catechesi differenziate: per i giovani anche prima del fidanzamento; per i genitori dei fidanzati; per le coppie già sposate; per le persone separate; per la preparazione al battesimo; per la conoscenza dei documenti pastorali dei Vescovi e del Magistero della Chiesa. In qualche Paese si segnalano vere e proprie scuole di preparazione alla vita matrimoniale, indirizzate soprattutto alla istruzione e promozione della donna. Il discorso si differenzia in particolare nelle zone in cui vi è una forte secolarizzazione, ove si constata una crescente distanza culturale delle coppie nei confronti dell’insegnamento della Chiesa. I corsi particolarmente prolungati non sempre sono ben accolti. In quelli prematrimoniali, normalmente, si propone ai nubendi la conoscenza dei metodi naturali di regolazione della fertilità. Tale proposta viene offerta dalla testimonianza di “coppie guida”.

53. Alcune Conferenze Episcopali lamentano che le coppie si presentano spesso all’ultimo momento, avendo già fissato la data del matrimonio, anche quando la coppia presenta aspetti che necessiterebbero di particolare cura, come nel caso della disparità di culto (tra un battezzato e un non battezzato) o di un scarsa formazione cristiana. Altre Conferenze ricordano come gli itinerari alla preparazione al sacramento del matrimonio siano migliorati negli ultimi decenni, cercando sempre più di trasformare i “corsi” in “percorsi”, coinvolgendo insieme sacerdoti e sposi. Si rileva che in questi ultimi anni i contenuti dei programmi hanno subito un sostanziale cambiamento: da un servizio orientato al solo sacramento, si è passati ad un primo annuncio della fede.

54. In molte parti del mondo ci sono lodevoli iniziative di preparazione al matrimonio: “nuove comunità” che promuovono ritiri, incontri personali, gruppi di preghiera, di riflessione e di condivisione, pellegrinaggi, festival, congressi nazionali e internazionali della famiglia. Si rileva tuttavia che questi percorsi, spesso, sono percepiti più come una proposta obbligata che una possibilità di crescita a cui aderire liberamente. Altro momento importante è certamente il colloquio di preparazione al matrimonio con il parroco o con il suo incaricato; si tratta di un momento necessario per tutte le coppie di fidanzati; spesso le risposte lamentano che non venga sufficientemente utilizzato come un’opportunità per una discussione più approfondita, restando invece in un contesto piuttosto formale.

55. Molte risposte raccontano che nei corsi proposti si cerca di introdurre nuovi temi quali la capacità di ascoltare il coniuge, la vita sessuale coniugale, la soluzione dei conflitti. In alcuni contesti, segnati da tradizioni culturali piuttosto maschiliste, si fa notare la carenza di rispetto nei confronti della donna, da cui deriva un esercizio della coniugalità non conforme alla reciprocità tra soggetti di pari dignità. Da alcune zone segnate in passato da dittature atee, mancando spesso le fondamentali conoscenze sulla fede, vengono indicate nuove forme di preparazione dei fidanzati, come i ritiri nei fine settimana, attività in piccoli gruppi integrate con testimonianze di coppie sposate. Si segnalano anche giornate diocesane per la famiglia, via crucis ed esercizi spirituali per le famiglie.

56. Alcune risposte segnalano come in alcuni territori, a prevalenza multireligiosa e multiconfessionale, occorre tener presente alcuni aspetti particolari, come il numero considerevole di matrimoni misti e di disparità di culto. Ciò rende necessaria un’adeguata preparazione da parte dei sacerdoti per accompagnare queste coppie. Nelle diocesi dell’Europa orientale, si ricerca il dialogo con le Chiese ortodosse, in occasione della preparazione ai matrimoni misti. Vi sono testimonianze interessanti che illustrano le giornate diocesane con la presenza del Vescovo e la testimonianza di coppie mature nella fede. Si tende a creare occasione di relazioni tra famiglie, in dialogo con le coppie anziane, valorizzando iniziative di cultura biblica e momenti di preghiera per i nubendi. Le coppie più mature fungono da “padrini” delle giovani coppie, che si preparano al matrimonio.

Pietà popolare e spiritualità familiare

57. Dalle risposte pervenute si evince la necessità di salvaguardare e promuovere le diverse forme della pietà popolare diffuse nei vari Continenti, a sostegno della famiglia. Nonostante una certa disgregazione familiare, rimangono ancora significative la devozione mariana, le feste popolari, quelle dei santi del luogo, come momenti aggregativi della famiglia. Oltre alla preghiera del rosario, in alcune realtà è in uso l’Angelus; un certo valore mantiene la peregrinatio Mariae, il passaggio di un’icona o di una statua della Madonna da una famiglia ad un’altra, da una casa ad un’altra. Ancora si ricorda il valore del “pellegrinaggio del vangelo”, che consiste nella collocazione di una icona e della Sacra Scrittura nelle famiglie, con l’impegno di leggere regolarmente la Bibbia e pregare insieme per un certo periodo. Si constata che tra le famiglie che coltivano queste forme di pietà, come il “pellegrinaggio delle famiglie”, s’incrementano forti rapporti di amicizia e di comunione. Molti segnalano anche l’importanza di promuovere la comune liturgia delle ore, la lettura dei Salmi e degli altri testi della Sacra Scrittura. A volte si raccomanda anche la preghiera spontanea con parole proprie, di ringraziamento e di richiesta di perdono. In alcune nazioni si mette in rilievo la preghiera per le diverse circostanze della vita: in occasione dell’anniversario del battesimo, del matrimonio e della morte. Qualcuno segnala che spesso la preghiera familiare si pratica durante i viaggi, il lavoro e la scuola; in certi Paesi, utilizzando anche radio e televisione.Si segnala pure l’apporto benefico che le famiglie ricevono dalla vicinanza dei monasteri, mediante i quali si stabilisce una relazione di complementarità vocazionale tra matrimonio e vita consacrata. Discorso analogo viene fatto anche per la feconda relazione fra sposi e presbiteri, nelle loro rispettive funzioni.

Il sostegno alla spiritualità familiare

58. Molte Conferenze Episcopali hanno testimoniato come le Chiese particolari, con la loro azione pastorale, sostengono la spiritualità della famiglia. Dai movimenti di spiritualità viene un contributo specifico alla promozione di un’autentica ed efficace pastorale familiare nel nostro tempo. Si riscontrano situazioni ecclesiali molto diverse e cammini differenziati delle comunità cristiane. Ciò che appare evidente è il fatto che le Chiese locali devono poter trovare in questa realtà vere risorse non solo per promuovere qualche iniziativa sporadica per le coppie, ma per immaginare percorsi di pastorale familiare adeguati al nostro tempo. Alcuni interventi hanno sottolineato come, in molte diocesi, si riesca a promuovere un’animazione specifica, una formazione di coppie in grado di sostenere altre coppie e una serie di iniziative tese a promuovere una vera e propria spiritualità familiare. Alcuni osservano che talvolta le comunità locali, i movimenti, i gruppi e le aggregazioni religiose possono correre il rischio di rimanere chiusi in dinamiche parrocchiali o aggregative troppo autoreferenziali. Per questo, è importante che tali realtà vivano l’intero orizzonte ecclesiale in chiave missionaria, così da evitare il pericolo della autoreferenza. Le famiglie appartenenti a queste comunità svolgono un apostolato vivo e hanno evangelizzato tante altre famiglie; i loro membri hanno offerto una testimonianza credibile della vita matrimoniale fedele, di stima reciproca e di unità, di apertura alla vita.

La testimonianza della bellezza della famiglia

59. Un punto chiave per la promozione di una autentica ed incisiva pastorale familiare sembra essere ultimamente la testimonianza della coppia. Questo elemento è stato richiamato da tutte le risposte. Essenziale appare la testimonianza non solo di coerenza con i principi della famiglia cristiana, ma anche della bellezza e della gioia che dona l’accoglienza dell‘annuncio evangelico nel matrimonio e nella vita familiare. Anche nella pastorale familiare si sente il bisogno di percorrere la via pulchritudinis, ossia la via della testimonianza carica di attrattiva della famiglia vissuta alla luce del Vangelo e in costante unione con Dio. Si tratta di mostrare anche nella vita familiare che «credere in Lui e seguirlo non è solamente una cosa vera e giusta, ma anche bella, capace di colmare la vita di un nuovo splendore e di una gioia profonda, anche in mezzo alle prove» (EG 167).

 

60. Alcune Conferenze Episcopali fanno notare che, sebbene in molte aree geografiche la riuscita del matrimonio e della famiglia non sia più data per scontata, si osserva, tuttavia, che nei giovani c’è un’alta stima per coniugi che, anche dopo molti anni di matrimonio, vivono ancora una scelta di vita improntata all’amore e alla fedeltà. Anche per questo, in molte diocesi si celebrano, alla presenza dei vescovi, giubilei e feste di ringraziamento per i coniugi che hanno molti anni di matrimonio alle spalle. In questa stessa direzione, si riconosce la speciale testimonianza data da quei coniugi che restano accanto al proprio consorte nonostante problemi e difficoltà.

 

 

 

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